Pesca Emilia-Romagna

La pesca sportiva in Emilia Romagna

La pesca è un’attività che viene esercitata sia a livello professionale che sportivo. La pesca sportiva, nella Regione Emilia Romagna, è esercitata da un numero sempre crescente di persone che possono praticarla nei numerosi corsi d’acqua dolce presenti nelle varie province come ad esempio il Po che, in terra emiliana, scorre nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Ferrara. Altri fiumi di enorme rilevanza per la pesca sportiva sono il Taro, il Reno, il Secchia, il Panaro e altri ancora. Oltre alla pesca sportiva praticata nei fiumi, vi è anche quella praticata in mare che, nel caso dell’Emilia Romagna, è concentrata nel mare Adriatico.

La pesca sportiva, regolamentata dalla FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee), è ripartita in tre categorie: di superficie, subacquea, dalla barca.

Come ottenere la licenza di pesca in Emilia Romagna

Per praticare la pesca sportiva sul territorio nazionale, non è sufficiente avere la passione e possedere tutti gli strumenti specifici che necessitano, ma occorre essere in possesso anche una specifica autorizzazione governativa che viene definita licenza. Vi sono due tipi di licenze relative alla pesca sportiva: B e C.

La licenza di pesca sportiva di tipo B è necessaria ai residenti in Emilia Romagna che vogliono esercitare tale attività. La licenza vale su tutto il territorio nazionale e ha la durata di un anno a partire da quello del versamento. La ricevuta per essere valida deve contenere i dati anagrafici e il codice fiscale dell’intestatario, nonché la causale del versamento. Qualora venga effettuato un controllo in loco da parte del personale addetto alla sorveglianza ittica, per dimostrare di essere in regola, è sufficiente mostrare la ricevuta di versamento unitamente a un documento di identità in corso di validità. Invece, la licenza di pesca di tipo C riguarda i cittadini italiani e stranieri che vogliono esercitare pesca sportiva. Ha una durata di trenta giorni dalla data di versamento ed è valida su tutto il territorio nazionale. Tuttavia, nei casi elencati di seguito, non è richiesta la licenza per la pesca sportiva:

a) a coloro che su incarico o espressa autorizzazione della Regione o degli enti territorialmente competenti svolgono catture di esemplari di fauna ittica nell’ambito d’interventi programmati dalla pubblica amministrazione o nell’ambito di programmi di studio o di ricerca;

b) agli addetti a qualsiasi impianto di piscicoltura durante l’esercizio della loro attività e nell’ambito degli impianti stessi;

c) ai minori di anni dodici se accompagnati da un maggiorenne munito di licenza di pesca o esentato ai sensi del presente articolo;

d) ai minori di anni diciotto, se in possesso di attestato di frequenza a un corso di avvicinamento alla tutela della fauna ittica e dell’ecosistema acquatico e all’esercizio della pesca, organizzato dalle associazioni pescatorie;

e) a coloro che abbiano superato il sessantacinquesimo anno di età;

f) ai soggetti di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate);

g) agli stranieri per la partecipazione a competizioni sportive;

h) per la pesca a pagamento;

i) per la pesca in spazi privati.

Nota bene: la validità di queste esenzioni sui territori diversi dall’Emilia-Romagna va verificata localmente.

La licenza di pesca rilasciata nelle altre regioni e nelle Province autonome di Trento e Bolzano ha validità sul territorio della Regione Emilia-Romagna.

Quanto costa fare la licenza di pesca in Emilia Romagna

La licenza di pesca sportiva sia di tipo B che di tipo C viene rilasciata a fronte del pagamento di una tassa di concessione governativa.

I residenti nella Regione Emilia Romagna, per ottenere la licenza B che ha durata di un anno e che è utilizzabile su tutto il territorio nazionale (isole comprese), devono effettuare un “versamento di € 22,72 sul c/c 116400 intestato a Regione Emilia Romagna – tasse e soprattasse sulle licenze di pesca – Via Aldo Moro, 52 – 40127 Bologna, in cui sono riportati i dati anagrafici del pescatore, nonché la causale del versamento e il codice fiscale. La ricevuta deve essere esibita unitamente a un documento d’identità valido.”

Per ottenere la licenza di pesca di tipo C che è “costituita esclusivamente dalla ricevuta di versamento della tassa di concessione pari a € 6,82 sul c/c 116400 intestato a Regione Emilia Romagna – tasse e soprattasse sulle licenze di pesca – Via Aldo Moro, 52 – 40127 Bologna, in cui sono riportati i dati anagrafici del pescatore, nonché la causale del versamento e il codice fiscale. La ricevuta deve essere esibita unitamente a un documento d’identità valido.”

Quando si tratta di argomenti relativi a pagamenti, è opportuno fare un cenno ai rimborsi. Infatti, qualora un contribuente si accorga di aver effettuato versamenti in modo erroneo o addirittura non dovuti, ha la facoltà di inoltrare una richiesta di rimborso da inoltrare alla Regione Emilia Romagna, “seguendo le indicazioni accessibili alla pagina: https://finanze.regione.emilia-romagna.it/tributi-regionali/tasse/tcr/rimborsi
La richiesta, in carta semplice, deve essere inviata alla Regione Emilia-Romagna, Servizio Tributi, Viale Aldo Moro n. 52 – 40127 Bologna.”

Dove si può pescare in Emilia Romagna

Per pescare in Emilia Romagna, è necessario seguire con attenzione quanto disposto dai vari regolamenti emanati dalle amministrazioni locali, che hanno competenza in materia. I residenti devono quindi preventivamente informarsi presso le sedi Fipsas situate nelle seguenti località: Bologna, Piacenza, Forlì, Parma, Ferrara, Modena, Ravenna, Reggio Emilia, Bellaria-Igea Marina. Tra i tanti luoghi presenti sul territorio regionale dove si pratica la pesca sportiva, merita un cenno la riserva di Salsominore, nel comune di Ferriere, in provincia di Piacenza. Il tratto del torrente Aveto in cui è stata creata questa riserva, presenta scorci naturalistici incontaminati, di rara bellezza, che possono essere raggiunti comodamente in auto, partendo da Piacenza e risalendo lungo la Valtrebbia fino al caratteristico borgo di Marsaglia. Successivamente, si prosegue in direzione di Salsominore dove si può parcheggiare l’auto e quindi raggiungere a piedi il torrente Aveto, contraddistinto per la purezza delle sue acque, dove si possono pescare le migliori trote della zona.

Il territorio della riserva di pesca “si estende a valle dalla confluenza del Rio del Bosco e a monte in corrispondenza della confluenza del torrente Rio Grande.” Le zone Kill e No Kill sono suddivise e sono presenti cartelli ben visibili lungo il tratto di fiume.

Vi sono quattro tipologie di permessi che danno la possibilità di pescare in questo torrente:

“A”: permesso giornaliero cattura con possibilità di prelevare fino a 5 trote

“B”: permesso giornaliero cattura con possibilità di prelevare fino a 3 trote

“C”: permesso giornaliero NO KILL con possibilità di trattenere un capo trofeo di misura non inferiore ai 40cm

“D”: permesso stagionale NO KILL

La pesca NO KILL può essere svolta a mosca con un massimo di 2 mosche o a spinning con esche artificiali ad amo singolo senza ardiglione.
Da regolamento non è consentito l’uso di esche gommose.”

Un’altra località interessante è la riserva di pesca Piane di Carniglia, situata nella Provincia di Parma, lungo il fiume Taro nella zona compresa tra il lago di Pometo e la diga di Piane di Carniglia, che viene gestita dalla SPS Pietra Arenaria. In questo contesto naturalistico di rara bellezza, gli appassionati di pesca in possesso della licenza B o del permesso giornaliero, possono dilettarsi e svolgere la loro attività con massima soddisfazione.

Restando sempre in provincia di Parma, si trova la riserva turistica di Santa Maria del Taro, che si snoda in un tratto di fiume di circa quattro chilometri, circondata da boschi e da un paesaggio incontaminato di grande impatto visivo. Si tratta di un sito naturalistico molto adatto a pescatori dotati di una certa esperienza, ma può essere accessibile anche ai principianti e alle persone anziane che intendono affrontare qualche difficoltà per la presenza di pozze d’acqua.

Che cosa si pesca in Emilia Romagna

La pesca sportiva in Emilia Romagna è praticata da un numero sempre crescente di appassionati, sia nei corsi d’acqua dolce che in mare.
Tra i pesci d’acqua dolce che popolano i numerosi fiumi e torrenti si possono citare la trota, la carpa, lo storione, il persico reale e la tinca, mentre tra quelli di acqua salata troviamo il cefalo, l’orata e il luccio.

Si tratta di pesci molto pregiati, ognuno con delle peculiarità, ma accomunati dal fatto di essere parte integrante del patrimonio territoriale in cui vivono. Infatti, per permettere la conservazione di questo patrimonio ittico, la pesca sportiva è regolamentata, prevedendo divieti in determinati periodi dell’anno per alcune tipologie di pesce e, inoltre, devono essere rispettate delle dimensioni minime, che vengono misurate dall’apice del muso all’estremità della pinna caudale.

In conclusione, si può affermare che la pesca sportiva in Emilia Romagna ha molti appassionati che la praticano assiduamente, con enorme soddisfazione, nel rispetto delle regole, in modo da ottenere divertimento e svago, ma salvaguardando il patrimonio ambientale e l’ecosistema.