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Wed Jan 10 09:00:00 CET 2018

La riforma della pesca in Friuli Venezia Giulia

Il 1 gennaio 2018 è entrata in vigore la legge regionale 1 dicembre 2017, n. 42 (Disposizioni per la gestione delle risorse ittiche nelle acque interne), che ha riformato l’intero settore della pesca sportiva e professionale nei fiumi e nei laghi del Friuli Venezia Giulia.

Buona parte delle nuove disposizioni sulla pesca sportiva troveranno applicazione dopo l’approvazione dei regolamenti previsti dalla stessa legge, in attesa dei quali continua ad applicarsi la vecchia normativa.

Quindi la stagione di pesca 2018 sarà caratterizzata dalle stesse regole che vigevano nel corso del 2017 (es. obbligo di possesso della licenza di pesca o dell’autorizzazione, versamento del canone, annotazione delle uscite e delle catture nel libretto annuale ricognitivo) e di quelle stabilite dal Calendario di pesca sportiva per l’anno 2018, approvato a fine anno 2017 e pubblicato nel sito web dell’Ente tutela pesca.

Tra le novità della nuova legge, da subito operative, vi è quella che dispone che i pescatori residenti fuori regione che nell’ultimo quinquennio abbiano ottenuto almeno due volte l’autorizzazione annuale per pescare in Friuli Venezia Giulia, possono richiedere il rilascio della licenza di pesca del Friuli Venezia Giulia, per esercitare la pesca sportiva versando il canone previsto per i pescatori residenti, fissato in 60 €.

Anche i pescatori residenti in altre regioni in possesso di licenza di pesca ottenuta subordinatamente al superamento di un esame o alla frequenza di un corso possono praticare la pesca in Friuli Venezia Giulia versando il canone annuale stabilito per la licenza di pesca (60€) e ritiro del libretto su cui annotare le uscite e le catture.

Ulteriore novità rilevante è il cambio di denominazione dell’Ente tutela pesca, che diventa Ente tutela patrimonio ittico, ed è caratterizzato da una nuova organizzazione, in cui i pescatori saranno rappresentati all’interno del Comitato ittico, un organo consultivo presieduto dall’Assessore regionale competente.

La nuova legge disciplina anche le immissioni ittiche, sia quelle a scopo di pesca che quelle a scopo di ripopolamento ma non prevede le specie da immettere. Quindi, in conformità alla sentenza della Corte Costituzionale n. 98/2017,  è possibile immettere solo le specie ittiche autoctone (trota marmorata e temolo) sia con finalità di ripopolamento che con finalità di pesca. A tal proposito, nel CPS 2018 è stato individuato il regime particolare sperimentale per la pesca della trota marmorata allevata, nelle cui acque verrà appunto testata la sostenibilità dell’utilizzo della trota marmorata per immissioni destinate direttamente alle esigenze dei pescatori.

Anche le regole per la pesca professionale, cambieranno con la nuova legge. Sarà gestita da ETPI, ma anche in questo caso sarà necessario attendere l’approvazione del regolamento per vedere attuate le modifiche.

La legge regionale 42/2017 conferma la vigilanza ittica volontaria in capo ad ETPI e stabilisce nuove sanzioni amministrative, più articolate per le violazioni alle norme sulla pesca.